19 marzo 2018

Vigevano: graziato dalla pioggia e soddisfatto, di G. Colombo

[ FOTO ] - Dopo qualche anno di assenza, ritorno a percorrere le strade della Scarpa d’oro versione mezza maratona; ho saltato tutte le mezze autunnali per via di un “tagliando” ed è quasi un anno ormai che non gareggio sulla distanza dei 21097 mt. Sono ben preparato (grazie Marta), credo: ripetute in pista, ivv lunghe e dure (Sacro Monte, Sumirago), cross. Mi manca un po’ di resistenza alla velocità. Con Marta siamo d’accordo di correrla come un test, in previsione della Lago Maggiore Half Marathon, prevista a metà Aprile.
Ritrovo al solito parcheggio del supermercato dopo esser passato a prendere Maddy: siamo in 10 e ci stringiamo in due macchine. Mi fanno compagnia - oltre a Maddy - la fortissima Cristina Guzzi, Salvatore e Mario Alberto. Tragitto tranquillo, ed eccoci a Vigevano. Ritiro pettorali da Marta, deposito borse un po’ caotico, un saluto a Maddy e Miriam e io e Salvatore entriamo in pista.
Circa 40 i Sanmarchini/e presenti. Un gran numero. Getto il sacco dell’immondizia che fungeva da “termica” e si parte. Non sentiamo lo sparo, ma si mettono tutti in moto. Andiamo!
Ricordo abbastanza bene il percorso. L’uscita dallo stadio “Dante Merlo” prevede un normale rallentamento visto il restringersi della carreggiata. Ci si immette poi sul viale e si riesce -poco dopo 500 mt- ad assumere un’andatura fluida.
D’accordo con Marta, il piano di attacco prevede i primi 5 km a 5:20 per poi aumentare leggermente e finire in progressione. Obiettivo del test è valutare il mio stato di forma attuale. Tra me e me, non penso certo al personale, ma metto alcuni paletti: oltre 1:55 prestazione negativa, 1:53/55 modesta, 1:51/1:53 sufficiente, 1:50 abbastanza bene, sotto 1:50 bene. In teoria avrei dovuto provare a stare con i pacers dell’ora e cinquanta, e tento pure di riacciuffarli dopo il primo km. Ma il secondo km lo chiudo in 4:53 e non vedo diminuire il mio distacco da loro. Visto il passaggio un po’ troppo allegro, decido di tornare in regime di crociera. Un altro km, il quarto, sotto i 5’ e poi si entra nel Castello e si passa dalla splendida Piazza. C’è un po’ di gente, ma la giornata grigia - seppur non piovosa per la durata della mia gara - non invoglia a scendere in strada ad incitarci.
Guardo un po’ preoccupato il gps che segna una media di 5:08 al km, ma c’è come sempre un discreto gap tra il km dell’orologio e quello effettivo in strada: siccome mi sento bene, respiro senza affanni e gambe e stomaco sono tranquilli, decido quindi di non rallentare troppo e di correre il più facile e rilassato possibile.
Non sono mai solo; raggiungo o vengo raggiunto da gruppetti di podisti e se si forma un “buco” cerco di chiuderlo in progressione. Ci dirigiamo nei campi sulla pista ciclabile; senza la protezione delle abitazioni, sento raffiche di aria abbastanza fredda. Brevissima sosta al ristoro del 10 km, dove saluto Christian, e poi riparto. Sensazioni sempre buone e ritmo costante sui 5’15. Tra il dodicesimo e il quattordicesimo km corriamo contro vento, ma con piacere noto di non subire troppo. Dal quindicesimo km resto in vigilante attesa di una crisi che non verrà. Ora ci sono due km lungo il canale e tengo un ritmo sempre costante anzi allungo un po’. Per ingannare il cervello, lo tengo occupato con la proiezione del tempo finale al passaggio di ogni residuo chilometro, con calcoli mentali che non sono molto consoni ad un umanista come me.
Al diciottesimo km sento ancora le gambe girar bene e provo ad accelerare leggermente. Rimango un po’ imballato ma almeno l’andatura rimane costante. Provo ad allungare la falcata e mi tengo
in scia ben saldo ad un gruppetto che tiene il mio stesso passo. Il cartello dell’ultimo km però mi carica: accelero e stacco il gruppetto andando anche a superare qualche podista avanti. L’ingresso allo stadio mi dà il la per uno scatto da centometrista: guardo il gps e all’ultima curva, mi rendo conto di poter stare sotto l’ora e cinquanta. Un saluto ai tifosi sanmarchini presenti sul rettilineo d’arrivo e volata finale ben tirata. 1:49:53 con il sorriso. Sono abbastanza soddisfatto.
Mi ritrovo con i compagni di viaggio, tutti abbastanza soddisfatti della loro prestazione. Marta e Cristina vanno a premio, la nostra società pure, come terzo gruppo più numeroso. Complimenti a tutti, specie a Gabriele che fa il suo personale.
Rientro in tranquillità, come all’andata e sotto l’acqua. Pioggia che però ci ha risparmiato durante la gara. Torno da Vigevano con un ricordo positivo e una medaglia bella pesante, pronto a lanciare la sfida a me stesso tra un mese.
Gianni Colombo

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